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IL FILO – Natura morta con metronomo

In un angolo qualunque, una naturaleza muerta se expone como la vitrina de un supermercado.

Dentro, il tempo, lungo come un filo infinito  due donne sedute. Due contenitori pieni di memoria. Come in un dipinto appeso alla parete, una natura morta dentro un’altra natura morte …..

In uno spazio fisico che non ha tempo, dove la vita, la morte, la gioia, la violenza, il dolore, tutto viene danzato, il filo comincia a tessere. El primero, bianco come la neve, el segundo rosso come la sangre, el utlimo nero come la notte. E il metronomo qui segna cada instante, incessante, il tempo che non c’è. Una tesse nella playa, abbandonata sulla sabbia, l’altra incontra Dionisio e dimentica. Una prende il filo, l’atra lo taglia. Sono tre,  quattro, cinque, sei volte…. a volte penetrano labirinti sordidi, a volte viaggiano per i mari del sud, a volte niente. Ed io, io sono, mentre tesso I choose to forget, L’oblio- dimentico perché io ho deciso. E l’una danzò la danza della sorellanza, la danza dell’amicizia, la danza della sicurezza, la danza dell’amore, la danza della vicinanza, la danza del calore e la danza della perversione. E l’altra, la stessa lei, Lei danzò la sua dualità, danzò la sua liberazione, lo sprofondare fragoroso di pareti e specchi nella terra, danzò con  su hermano nel tramonto del labirinto…

  • Performance di danza butoh
  • Di e con Ainara Makalilo e Maruska Ronchi
  • Durata: 40 minuti
  • Sia per spazi interni che esterni

www.associazionek.wordpress.com    www.lasangriadiscreta.com

 

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