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Kin no Kizu (ferita aurea)

 

Kin non kizu è un inno alla vita in tutte le sue forme e con tutte le sue difficoltà e le sue imperfezioni.

E’ una performance che vuole celebrare la forza vitale che c’è in ognuno di noi, ed in ogni essere vivente, e che ci spinge a superare le difficoltà, a trovare soluzioni e nuove strade, a percorrere e plasmare la nostra vita trasformando le avversità in risorse, in punti di svolta. Quella forza che ci permette di morire e rinascere tante volte nel corso della vita.

Fonte di ispirazione è stata la simbologia legata alla pianta del vischio, e a quella del kintsugi, la tecnica giapponese di riparare la ceramica con l’oro.

Nella tradizione celtica il vischio è considerato, insieme alla quercia, una pianta sacra. La particolarità del vischio è quella di nascere spesso da una ferita della quercia, e di non toccare mai terra e per questa sua natura aerea è stata considerata come un dono degli dei. Per i druidi, è anche simbolo di resurrezione, di sopravvivenza alla morte.

Kintsugi (letteralmente oro “kin” e riparare, riunire, ricongiungere “tsugi”) è una tecnica che, quando una ciotola si frantuma in mille pezzi, evidenzia queste fratture e le impreziosisce con dell’oro. Ricreando l’oggetto che, in questo modo, acquista maggiore valore.

L’arte di abbracciare il danno, la ferita, e di trasformarla in risorsa per brillare ancora di più. L’idea è che dall’imperfezione, da una ferita, possa nascere una forma ancora più preziosa, di maggiore perfezione estetica e interiore.

E in questo senso la performance è legata a questa sfera di significato simbolico della ferita e del superamento delle difficoltà.

La ferita come una risorsa da cui può nascere qualcosa di ancora più forte, qualcosa di ancora più prezioso. La forza potente della vita che va al di là delle difficoltà.

Un fiore che nasce nonostante tutto.

Butoh performance Durata: 20min

Musica: Gorecki – Symphony n.3 ‘of sorrowful song’ (Royal Philarmonic Orchestra – dir. Yuri Simonov – soprano Susan Gritton); free sounds mixed by Maru & Giordy